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Un uomo anonimo, pura fantasia  (Letto 178 volte)

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Online pueblo1950

Un uomo anonimo, pura fantasia
   2020 Dicembre 23, 04:09:53 am
Camillo

Non aveva fatto un cazzo tutto il giorno. Solo guardare un po’ di figa su internet.
Non porno ma siti di accompagnatrici, escort per l’esattezza o presunte tali.
Eh sì, la sua era una malattia.
Basso, pancetta prominente, per lo più calvo, i pochi capelli ai lati della testa gli davano un’aria trasandata.
I baffetti sottili lo rendevano arcigno, quasi cattivo ma anonimo in mezzo alla folla.
Vestiario da ragioniere di una volta, consunto e disordinato, abito nero con camicia bianca e cravatta nera.
Un becchino praticamente.
Eppure passava assolutamente inosservato.
Questo era Camillo e certo non aveva successo con le donne, non era appetibile.
Aveva perso il lavoro e quel che guadagnava lo spendeva tutto a p... dato che la moglie non gliela dava più da anni, alla fine se n’era andata con l’imbianchino che stava lavorando in casa di un’amica.
Figli non ce n’erano stati e nemmeno voluti.
Nessuno di loro due aveva fatto qualcosa per capire il perché, non una visita, non un consulto, niente.
E così la loro vita matrimoniale era andata a farsi fottere.
C’è solo da chiedersi come Camillo avesse fatto a sposarsi, cosa avesse trovato la moglie in lui.
Ma non ce lo chiediamo, supponiamo fosse un errore di gioventù.
Lei infermiera, lui ragioniere in una impresa edile.
L’impresa era fallita e Camillo non era stato capace di trovarsi un altro lavoro.
Aveva una specie di aiuto economico dallo stato, un assegno per una invalidità dovuta alla sua situazione fisica certamente non ottimale: cuore malandato e un’operazione al femore fatta male.
Di fatto era un invalido per dire, dato che poteva far tutto e nulla.
Affanno e difficoltà a portar pesi erano le principali conseguenze.
Quel giorno stava come sempre monitorando i nuovi arrivi, specialmente russe, ma senza disdegnare le solite casalinghe che cercavano di arrotondare senza tanto sbattimento.
Certo bisognava sapersi destreggiare tra i vari siti e le varie recensioni sui forum dedicati, i fake sono all’ordine del giorno e un incontro deludente fa incazzare per i soldi spesi e la mancanza di soddisfazione.
Ma Camillo sapeva come fare e finalmente, dopo aver letto qua e là e preso info da altri come lui, decide la scopata della settimana.
Le recensioni sul forum sul quale è iscritto sono positive, anche se bisogna sempre tener conto dell’aspetto umano tra due persone che non si conoscono e che fanno sesso. Si chiama feeling.
La donzella di agenzia può aver le palle girate quel giorno per fatti suoi, la persona che incontra potrebbe non essere di suo gusto, inoltre le agenzie costringono le ragazze a tour estenuanti con appuntamenti ravvicinati ai quali non possono dire di no.
Devono accontentare tutti!
La maggior parte di queste russe, ucraine o siberiane lo fanno per scelta e sanno benissimo cosa vengono a fare.
Insomma quel venerdi di dicembre, poco prima di Natale, Camillo decide di contattare tale Nataly.
L’annuncio dice “Tutto a 50, ma proprio tutto”.
Gatta ci cova? La tipina a viso scoperto sembra carina ma se è a viso scoperto, cioè visibile sugli annunci vuol dire che la sa lunga.
Dal forum si evince sia polacca.
Di fisico non sembra male, anche se le foto sono in costume da bagno. Non si vede nulla di concreto.
Unica cosa che Camillo sa per certo è che avrà la patonza depilata - come tutte le escort del resto - e che lui esacra ma tant’è. Che brutta moda!
Il costo è accessibile e Camillo chiama per informazioni.
“Ciao, io sono Camillo, disturbo?” chiosa con voce un po’ tremante.
Gli accade sempre cosi.
“Sciao, tesoro!” risponde lei con accento dell’est, giovanile leggermente roca (fuma?) ma comprensibile perfettamente.
“Senti...volevo sapere dei tuoi servizi e se sei libera nel pomeriggio”.
“Come scritto su annuncio tutto 50 per mezza ora, no viene in bocca e tutto coperto: chiama mezza ora prima di arrivi”.
Risposte pronte e preparate per non perdere tempo in chiacchiere. Starà leggendo un appunto?
“Ma sarai paziente?” fa lui quasi convinto.
“Certo tesoro in limite del tempo poi tariffa sale su ma, mai oltre i 75 minuti, non facio ora intera, 75minuti uguale 100”.
“Ok grazie, a dopo” ma la voce di Camillo è titubante, certo la tipa se n’è accorta perché risponde “Si vabbene, sciao”.
Camillo non è convinto, ha paura di una cosa frettolosa e fatta male. Lui ha bisogno di tempo per entrare nell’idea di far sesso e vuole gustarsi bene bene il momento e la tipa di turno.
Continua la ricerca, oggi ha deciso che volente o nolente si consuma! L’occhio cade poi, su una certa Lara, sedicente russa e ci può stare dato che le russe impazzano in città.
Riceve in zona sud, comoda coi mezzi.
Bel fisico, giovane dalle foto: non piu di 25, ma le foto possono essere datate.
Va beh, non importa.
Se non piace si alzano i tacchi.
Costo alto, siamo sui 200 l’ora ma ci puo stare se fa tutto quel che si dice sul forum.
Ma si sa, sui forum a volte si bara, tutti Trentalance sono e le persone dicono cose poi non accreditate.
Mica si va a bere un caffè che se non è buono e sei di faccia tosta te lo fai rifare.
Chiama…”Ciao tesoro” risponde una voce in perfetto italiano, è la centralinista di scuderia che filtra le telefonate.
La ragazza, Lara, evidentemente non ha padronanza della lingua italiana.
Che palle però che dicono tutte tesoro. Ma tesoro di chi!!!
“Ciao mi chiamo Camillo, mi dici i tuoi servizi e se è possibile venirti a trovare nel pomeriggio?”.
“Pomeriggio tutto pieno, domani dalle 16.00 in poi”, risponde la vocina, volendo anche un pò scocciata.
Ok che fanno un lavoro decisamente fuori dalle righe ma se mi rispondi scocciata passo la mano, pensa Camillo.
“Grazie, richiamo allora” risponde piccato.
E chiude sconsolato la conversazione.
Altro giro sui soliti siti, magari un pò piu approfondito ma senza risultati apprezzabili e sembra di passare per un ambulacro, non è giornata.
A quel punto chiude il pc e va in cucina a farsi un caffè, alla napoletana come dio comanda, con la cuccumella.
Gli piace tanto il caffè fatto così, ha un altro sapore, anche se in questo modo la caffeina è molto alta, ma il gusto ci guadagna.
La miscela arabica deve essere media, l’acqua necessaria nella parte inferiore a non superare il forellino.
È molto attento quando si fa il caffè, è quasi una procedura e va possibilmente espletata appièno.
Appena il vapore esce dal forellino subito capovolge con un colpo secco la cuccumella… l’acqua scende attraverso il filtro con la polvere di caffè e va a raccogliersi nel deposito inferiore.
Ci vuole qualche minuto.
Si versa il caffè nella sua tazzina che non lava mai se non solo con l’acqua in modo che i depositi precedenti diano i giusti effluvi.
Poltroncina Poang e radiogiornale delle 13. Ah che goduria.
Solite notizie di politica italiana che fanno solo incazzare, solite notizie di cronaca trucide e forse anche un po’ false tanto per far scoop, solite notizie di gossip…ah…Laura Pausini senza mutande…ma sarà poi vero?
Non ne è convinto e poi lei ha dichiarato che ce l’ha come tutte le altre.
Che cazzata, non sono tutte uguali e lui lo sa.
Certe passere sono inguardabili e poi con questa mania delle depilate non se ne può più.
Si ricorda quando era più giovane e la biancheria femminile era bianca.
Dagli slip appariva lo scuro, quello già da solo era eccitante.
Ma le donne son cambiate. Le accompagnatrici pure.
Si è riaccesa la lampadina, si porta il caffè al tavolo e si rimette al pc. Non ha detto a se stesso che oggi si tromba?
Vuole star bene oggi Camillo, vuole proprio farsi una scopata con una patacca stellare, russa o siberiana.
Via alla ricerca.
Tempo sprecato: tra tette di plastica e rasature a zero, di femminile c’è ben poco.
Che tristezza la p.... degli anni 2000 e sì che ce n’è di gente che “consuma”.
Eccome...dato che a legger i vari forum informativi piu o meno liberi, son tutte bravissime, godono tutte come cebus, le scimmie cappuccine. E soprattutto Milano è ricca zeppa di Rocco Siffredi.
Camillo cambia genere, vuole qualcosa di diverso, di più casereccio e poi ultimamente signore sposate o divorziate che vogliono arrotondare si sono messe sul mercato degli incontri.
Badanti comprese.
Certo non si può pretendere la freschezza di un corpo giovane ma almeno è piu facile (forse) trovare un po’ di naturalità.
Amante ti cerca. Sono una 48 enne molto calda. Mi eccito quando sento le tue mani e la tua lingua sul mio corpo ... adoro essere comprata .... viziami lasciati viziare...mi piace trasgredire a 360 °... cercami sbrigati ti sto aspettando a Milano.
Senza foto, queste sono proprio le novizie e non sono mai esplicite, rimangono in un’area di soft adescamento ma c’è da inviare una mail prima.
Zero telefono. Che palle!
Giovanna casalinga a Milano - ti aspetto ma con molta discrezione. Sono una casalinga di Milano, mi piace incontrare persone con molta riservatezza e sono disponibile per veri momenti di trasgressione. Sono molto passionale, dolce e disponibile. Zona: Città Studi.
Segue numero telefonico e 3 foto con viso un po’ oscurato in modo che non si capisca poi tanto bene.
Le foto in intimo nero non sembrano male, sobrie e poco eclettiche di certo.
Sicuramente selfie. E con un bel par di tette.
Camillo stima gli anni tra i 35 e i 45.
Ma si sa, mettono sempre le foto di qualche anno prima, tutte lo fanno, anche le giovincelle.
Il desiderio di giovane fanciulla si offusca e poi è italiana e ha il suo perché nell’esposizione dei servizi.
Non dice nulla ma fa intendere varie possibilità.
Ok. Camillo prende info dalla rete.
Come?
Inserendo il numero di telefono su Google e vedendo dove porta. È citata e recensita come una buona svuotata.
Non una velina ma una signora probabilmente sola che ha perso il lavoro e si è convertita al meretricio.
Fatica poca e non suda!
Va beh, facciamo questa chiamata esplorativa e vediamo il prezzo. Anche solo chiamare a volte rende Camillo un po’ nervoso, specie se sono italiane.
“Siiii”.
“Ciao mi chiamo Camillo”.
“Ciao Camillo, io sono Giovanna”.
“Senti Giovanna mi piacerebbe venirti a trovare, hai un’oretta libera oggi? Se si quando?”.
“Alle 12 o alle 18 tesoro”.
Alla parola tesoro gli fumano le orecchie! E va beh.
Comunque, cazzo, richiesta la tipa se ha gia la giornata piena!
Ma non vuol dire. Ci sta che voglia fare solo 3 o 4 incontri al giorno (le ragazze russe delle agenzie ne fanno mooooolti di più, le agenzie pressano di brutto).
“Mmmm ma per un’oretta tranquilla tranquilla quante rose?”.
“Senza lato b, non venuta in faccia se vuoi in bocca, 100 rose e ti faccio star bene”.
La voce è piacevole anche se non giurebbbe che è italiana.
Forse un dialetto ma non capisce quale.
Ma oggi ha proprio voglia di qualcosa di nuovo.
Non si arrischia o si vergogna di chiedere se ha la patonza naturale o meno. Le volte che lo ha fatto gli han risposto male.
Speriamo.
“Va bene Giovanna, alle 18 mi va benissimo così ho tempo per lavarmi e stirarmi a dovere, mi dai indirizzo?”.
Se lo segna su un foglietto, anzi veramente è la bolletta della luce che peraltro non ha ancora pagato.
Lo farà di sicuro domani.
Sono quasi le 15, doccia, barba e intimo pulito.
Un po’ fuori zona per lui ma ha tempo.
Zac piccolo taglietto sotto il mento, ma piccolo…ma p.... eva proprio oggi?
E via di matita emostatica che brucia anche un po’ ma almeno ferma il sangue.
Che sfiga.
Con l’asciugamano attorno alla vita esce dal bagno e apre l’armadio per vedere cosa mettersi.
Non che ci sia una grande scelta ma vuol dare una buona impressione, curata.
È sempre un rapporto tra umani e l’ordine e la pulizia devono coesistere, mentre si mette delle mutande pulite, gli cade l’occhio sullo specchio e quel che vede gli fa proprio dire…con questo fisico, caro mio puoi solo andare a p...!
Un po’ sta cosa lo intristisce ma tant’è…
Uscendo dall’ascensore, vede entrare un tipo con fare furtivo nel gabbiotto della portinaia, che si sia fidanzata? Non è malaccio la sciura, ma è sempre nel suo loculo quando ha avuto il tempo di far conoscenza, si chiede, e poi c’è solo al mattino, forse è un fornitore con cui ha attaccato bottone. Chi può dirlo. Ma a dire il vero si ricorda che anche la settimana scorsa aveva visto uno con un borsone nero che a lui era parso il postino entrare e chiudersi la porta a vetri dietro di se, come se fosse a casa sua. Era lo stesso tipo? Non se lo ricordava.
Vabbè cazzi suoi. In fondo non è che gli sia stata granchè simpatica a pelle. Ogni volta che usciva e la incrociava lei gli dava delle occhiate che sentiva inquisitoriamente sgradevoli.
Sono le 18 spaccate, chiamata da sotto al civico da lei indicato e solito giochetto di un civico piu in là.
Che stronzata! Ma dice che al momento è occupata, si è attardata con un cliente e di richiamarla dopo una quindicina di minuti.
Che palle…ma che siamo dal dentista?…ecche siamo ai cine maremma diavola!
Questa non se l’aspettava.
Certo, non pensa di essere l’unico della giornata ma uno appresso all’altro no eh…comunque oramai è li, se ne fa una ragione.
C’è un bar accanto al portone.
Entra, ordina un caffè e il barista lo guarda fisso e lui pensa…sta a vedere che questo si accorge che vado dalla tipa, chissà quanti al giorno aspettano bevendo un caffè.
Passano 20 minuti, sbuffa e vede uscire una persona dal portone e deduce che trattasi di chi lo aveva preceduto: aspetta un minuto, chiama e lei dà indicazioni e lo fa salire.....1°p a sinistra in fondo; corridoio buio, porte chiuse ma una magicamente si apre poco poco, si apre tre quarti e lui a sogliola subito dentro.
Anche nella penombra quel che vede è il corpo.
È lei, non ci sono dubbi o almeno è una sua gemella.
Il viso e la fisionomia corrispondono.
Camillo viene ricevuto con intimo nero e autoreggenti.
Lei lo porta in “ufficio” e gli indica il bagno.
Ottima cosa, pensa, la possibilità di usufruirne prima e dopo...complimenti Giovanna, segno di igiene, ma è a posto, dice, mi sa che non ricordi che te lo ho accennato al telefono stamani.
Poche parole di circostanza, niente di che, non c’è bisogno di far grossi discorsi, non siamo qui a pelar patate.
In ufficio lei è già sul banco di lavoro cioè un letto una piazza e mezzo con un telo steso sopra, strumento del mestiere ma sembra pulito.
Lui si accomoda e danno inizio alle operazioni di partenza. Mettiamoci le mani sopra e non solo, comando del cervello quasi imperativo, FK appena accennato, digitalizzazione da parte sua, patata rasata purtroppo e nemmeno tanto gradevole alla vista. Capezzoli turgidi, seno discreto e via di daty tanto per rinfrescare la memoria su profumi ed effluvi.
E qui cominciano le dolenti note: niente odori o sapori strani, ma quel lo lascia perplesso è la scarsa, per non dire nulla, partecipazione. Almeno non finge, pensa, forse meglio così.
Il buon Camillo a questo punto la invita a un boccaponcio, un pregevolissimo pompino e lei ci dà dentro, abbastanza brava, con ritmo, senza uso delle mani.
Una volta che l’attrezzo trapanatore è pronto, il nostro la invita alla operazione successiva e.....udite udite...... chiede se desidera l’impermeabile. Camillo trasecola!
Eccheccazzo si dice, ma questa qui crede di poterlo fare senza?
Ma è fuori di coccia? Ovviamente lei dice che il gommino lo mettiamo e partono con una smorza seguita da mission.
Sarà stata la non partecipazione o lo shock subito nello scoprire che faceva anche senza gommino, che il biro perde tono.
Che cosa meccanica senza trasporto, tutto in silenzio.
Va beh ma che pretendeva, l’amore? La passione? Una finta recita stile le siberiane?
Chiede di nuovo boccaponcio, lei rapidamente si posiziona, sveste il trapano e parte con un dignitosissimo pompino senza uso delle mani e ben salivato.
Ma lui continua ad avere problemi con il “fratellino”.
Il momento era andato e poco praticabile.
Allora volendo assolutamente concludere per sgattaiolare via e non poter affermare di aver buttato via mezzo pieno di carburante, continua personalmente con un HJ.
Camillo pensa che almeno in questa occasione partecipi, magari con qualche slinguatina.
Invece no.
Probabilmente se glielo chiedeva lo avrebbe fatto...va beh...quando con parecchia concentrazione si trova quasi alla conclusione dice: “Dai, tocca a te”.
Tolta la mano, lei prontamente lo fa sparire e dopo alcune pompate esplode gioiosamente nella sua bocca.
Bisogna dire che Camillo non credeva riuscisse a tenere tutta la refurtiva senza lasciar scappare nemmeno una goccia.
È sempre stato, a detta di tutte, uno piuttosto “abbondante” con la conclusione.
E questa volta ha avuto la netta sensazione di esserlo stato ancora di più.
Si alza, gli porge un rotolo di scottex e Camillo si reca in bagno per darsi una ripulita.
Torna nell’”ufficio” e comincia a rivestirsi mentre lei è già al telefono a dare coordinate al prossimo utente, che scopata di merda, non perché non abbia tratto piacere ma perché si aspettava un po’ più di trasporto o se non altro partecipazione.
È il tuo mestiere? E allora fai la p...., perdinci. No?
“Ciao tesoro, torna a trovarmi, ti aspetto.”
Sì, sta cippa… pensa Camillo.
“Ciao”.
Si ritrova fuori sulla via, deluso e poco soddisfatto.
Riprende il tram e gli sembra che tutti lo guardino come se avessero capito che era andato a p....
Ma va là!!!
Scende in Cadorna e prende la linea verde verso casa.
Ha letto sopra le spalle dei vicini spettegolamenti su FB, la situazione drammatica economica su MetroNews e ancora la patonza della Pausini su Leggo.
Ripensando alla scopata fatta, Camillo non ne è rimasto poi cosi insoddisfatto come credeva.
Era una novità per lui che aveva sempre cercato, nei limiti delle sue finanze, fighe stratosferiche e giovani dedite al guadagno facile. Ci poteva riprovare.
Sì sì ci poteva riprovare ma il prossimo mese, anche se ci si sarebbe fiondato anche subito per un secondo round. Mannaggia la mancanza di grana.
Di sicuro a casa si sarebbe fatto una sega fantasticando mirabolanti acrobazie su culi di marmo e donne sempre contente di prenderlo in qualunque foro disponibile e discutibile.
Ma la troppa fantasia poi fa male, non ti aiuta nel concreto perché ti aspetti sempre di più e poi ottieni sempre di meno.
Oddio, pagando si può tutto e di più, siamo chiari, ma bisogna cacciarne di grana, pensa, in questo caso, il saggio Camillo.
Nei porno sembra (ma solo sembra) che la sicurezza non ci sia ma nella vita reale sì, eccome.
Arieccolo Camillo, nel suo fradicio appartamentino di due locali, sempre perennemente in disordine da quando la moglie se n’è andata col “pittore”.
Ma chi se ne frega tanto non ci viene nessuno a casa, né Camillo ha intenzione di invitare chicchessia.
Oramai è ora di cena ma non ha appetito e poi vorrebbe tirar giu un po’ di panzetta…seee...sembra facile, ormai quella pancia non va più giù nemmeno con 10 km al giorno di corsa sulla Martesana.
Decide per un latte con nescafé con latte, biscotti.
Sta sul leggero. Scalda il latte nel microonde, aggiunge il nescafé, prende una decina di biscotti “marie” dalla busta e si rimette al tavolo a cercar donnine compiacenti.
In fondo è l’unico passatempo / hobby che ha. Tanto pe guardà…cantava Manfredi. No forse diceva “cantà” ma non importa. Il cuncet l’è istess.
Il cellulare trilla.
“Sìììì…”.
“Ehi sono Vincè, come va?”.
“Solita vita fatta di poche emozioni e pochi soldi”.
“E certo che tu non è che ti sbatti però eh…”.
“Mi sbatto mi sbatto…”. Uffa che palle, sempre queste prediche.
“Hai saputo della Marianna?”.
“La clinica ha chiuso, sì me lo han detto”.
“Eh sì. Ora pare assista qua e là gli anzianotti, ho saputo così”.
“Senti, non me ne frega niente, cosa volevi dirmi?”.
“Millo...hai da fare nei prossimi giorni?”.
Era suo cugino che lo chiamava così sin da piccolo, Millo, nomignolo insopportabile e che non era mai riuscito a scrollarsi di dosso in famiglia.
“Nulla di particolare e poi ci son le feste, perché?”.
“Il Cencio si è rotto un dito in magazzino ieri e devo fare un paio di viaggi a Reggio Calabria, da solo non me la sento. Mi fai da seconda guida? Tu hai la C e qualche cinquantino ti salta fuori”.
“Minchia fino in Calabria!”.
“E che voi che sia, si guida un pò per uno e il tempo passa”.
“Ok e quando?”.
“Sabato prossimo, partiamo alle 5. Fra i due viaggi ci parte quasi tutta la settimana. Lì poi devo fare delle cose.
Chiaramente magnà, beve e dormì, pago io”.
Mi sembra logico, pensa Camillo.
“Va bene, passi tu a prendermi Vincè?”.
“Si’, a sabato allora, ciao”.
In fondo va bene, non ha altro da fare e non ha voglia di andare a portare quel rompicoglioni del vicino un po’ rimbecillito a giro per commissioni.
Vero è che lo paga 20 euro l’ora ma è una palla mostruosa coi racconti della sua vita in Piaggio come saldatore.
Va a vedere nel barattolo della moneta quanto c’è per farsi un altro giro di fica prima di partire.
Oggi è giovedi e quindi il tempo c’è.
250 euro.
Ah però! Ne fa dei mucchietti, le cambierà dal giornalaio.
E si mette a cercare la prossima, stavolta non cerca nei soliti siti con foto patinate, cioè di agenzie, bensì su siti di incontri.
Vuole la classica vicina della porta accanto che deve arrotondare o perche è senza lavoro o perchè non ha voglia far sudare l’ascella.
E avendo capito che ha un bancomat in mezzo alle gambe ne approfitta e diventa imprenditrice di se stessa. Ce ne sono un botto.
Solo che bisogna capire un sacco di cose.
Foto vere o false.
Quelle che scrivono troppo esplicito sono farlocchi di sicuro; dal numero di telefono spesso non si ottengono info, quindi inaffidabilità sicura…ma anche questo non è detto se si vuol fare gli apripista.
Con le donne ci sono sempre variabili, che siano escort o meno. Però gli viene anche in mente la frase di Bukowski che ha letto poco tempo fa: “Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziale, coglione!”.
Ha ragione, innegabilmente.
La sua parte misogina lo rifiuta ma sa che è cosi.
Escort o non escort. Ma ora è stanco, si spoglia e va a dormire.
La settimana passata col cugino Vincenzo è stressante e faticosa. Non tanto per le ore di guida e l’andare e tornare per due volte da Milano a Reggio Calabria ma perché Camillo scopre che si tratta di Gioia Tauro.
Una marea di commissioni che gli vengono affidate mentre il parente carica, scarica, dispone e discute con l’azienda, controlla e briga.
A Camillo tocca la parte più galoppin-amministrativa con un su e giù per uffici della finanza, uffici dell’interporto, controllo carico, permessi, carte da far firmare e controlli di ogni genere.
Si tratta pur sempre di merci alimentari.
Su e giù a piedi.
Non è Milano - posto in cui i mezzi pubblici ci sono e funzionano alla grande per quanto il milanese se ne lamenti - e quindi scarpinate e attese snervanti.
Per fortuna l’hotel è confortevole e Camillo si fa delle belle magnate nelle varie trattorie nei dintorni.
Comunque Camillo si porta a casa 220 euro.
Vince si è trovato bene sia come compagnia che come compagno di lavoro.
Il prossimo viaggio lo avrebbero fatto insieme.
È tornato nel suo loculo, si guarda intorno.
I muri sono spogli e hanno perso l’intonaco, come donne invecchiate, dal cui viso una spugna crudele ha cancellato il maquillage e il lucidalabbra, potrebbe far lui un po’ di restauro ma dato che il tutto era stato causato da una infiltrazione dal tetto, son cazzi dell’Ente mica suoi.
Passate le feste ci sta che ci siano nuovi arrivi e nuovi annunci ed eccolo il nostro di mattino presto in mutande al tavolo della cucina con gli occhi incollati alle varie pagine che scorrono veloci.
Però di gente che ha fatto nuove rece ce n’è a manetta.
Meno male che dovrebbe essere Natale con i tuoi!
Incredibile, uno può essere disoccupato, con 3 figli e indietro con le bollette o con l’affitto ma il cinquantino per andare a p... lo trova sempre.
Certo però che tornare a casa nel letto della moglie, magari dopo essersi rotolato con una brazza, fa un po’ pensare.
No, questo a Marianna lui non lo ha mai fatto. Stronzo sì ma scorretto no.
Wow che annuncio:
Italiana non ho alcun tabu. Anche lato B. Pronta a soddisfare ogni tua richiesta o desiderio erotico!!
Per qualsiasi info chiamami senza alcun problema.
non rispondo a numeri privati! Vi aspetto. Un bacione. Sofia.
Segue telefono ma senza foto.
Subito su Google alla ricerca ma niente.
Questa è nuova di pacca sulla piazza.
Manda un paio di email ai punter con cui è in contatto ma dopo poco non riceve notizie confortanti. Non la conoscono e sì che sono ben accreditati. Ci sarà da fidarsi? Chiama e sente, che è meglio.
“Pronto?”.
Già il dire così fa sì che sia italiana, ottimo.
“Ciao mi chiamo Camillo”.
“Ciao Camillo, come stai?”.
“Io bene, ho visto il tuo annuncio e sono interessato”.
“Cosa vuoi fare?” dice lei con voce un pò sorniona.
“Bhe…bho…non so tu cosa proponi?”.
“Tempo?”.
“Un’oretta tranquilla, relax insomma senza far le cose di fretta”, cerca di essere morbido e gentile.
“120 euro ma senza lato B”,
“Non c’è problema. Non è una cosa che gradisco.
“E’ possibile una conclusione sul viso, un cif insomma”.
“Non ti serve citare le sigle, ho capito. Sì si puo fare ma non negli occhi che poi brucia. Quando vuoi venire? Oggi?”.
C’è qualcosa di conosciuto in quella voce roca di questa Sofia, sembra volutamente alterata, perché parla nasale?
O sembra a lui.
Non è che già l’ha incontrata e si è trovato di merda e mo se lo ripiglia nella saccoccia?
O è un trans?
È titubante, non è sicuro.
Ma quelle che non mettono foto sono proprio le casalinghe arrotondanti.
Vorrebbe chiederle qualcosa del fisico ma lascia perdere, gli sta piacendo il rischio di fare l’esploratore.
Mmmmh...sembra troppo a buon mercato.
Ha le sue paturnie mentali, le sue insicurezze e i suoi dubbi.
“Devo vedere se riesco a rimandare un appuntamento di lavoro e ti richiamo ma per le 21 andrebbe bene, ok?”.
Falso, falsissimo ma prende tempo.
È comunque estremamente incuriosito anche se sente qualcosa che non torna.
“Va bene tesoro, a dopo allora, mandami un messaggio quando sarai convinto”.
Molto ironica di tono e il fatto di chiedere di non fare altre telefonate la dice lunga. E poi quella voce…
Anche lei con sto tesoro.
Ma perché poi non lo ha mai capito.
Eppure sanno bene che è una cosa che dà fastidio a tutti i frequentatori. Dato che molte leggono i forum sotto mentite spoglie, lo sanno bene anche loro.
Ma il tesoro rimane.
Ci rimugina parecchio, tutta la mattina mentre riordina un po’ in giro e stira quelle due camicie che sono sulla sedia da 10 giorni.
Comunque perché non provare, almeno la vedo e se non non mi va, aria!
Un incontro al buio può dare i suoi frutti.
La richiama dopo pranzo, si accorda per le 18.
Zona Bovisa, in culo al mondo praticamente.
Lavato e stirato arriva all’indirizzo indicato con un bel mazzo di margherite gialle e bianche tanto per fare il gentiluomo.
Citofona al numero che lei gli ha indicato. E clack. Si apre il portone.
Ma poi dove va? Sta Sofia mica gli ha detto il piano.
Apre il portone e vede che in fondo all’androne, nel cortile, una manina lo saluta da dietro una porticina.
Ma di culo la vede perché è abbastanza buio quell’angolo.
Si avvia, attraversa il cortile e rimane titubante davanti alla porta da cui aveva visto la mano uscire e salutarlo. Si apre poco poco la porta, poi di più e si entra al solito a sogliola.
Solito giochetto delle loft.
Lei che seminascosta dietro non si fa vedere.
Si chiude la porta e lui entra, viene accesa la luce.
Al che la vede e ha un attimo di smarrimento.
Le coronarie urlano.
Lui non lo aveva capito ma lei sì chi era lui, che stronza.

Era la sua portinaia e mai se lo sarebbe immaginato.

Offline Magari

Re:Un uomo anonimo, pura fantasia
  Risposta #1 2021 Gennaio 04, 11:47:41 am
... per un attimo ho pensdato che fosse la sua ex moglie!

Online pueblo1950

Re:Un uomo anonimo, pura fantasia
  Risposta #2 2021 Gennaio 04, 12:46:25 pm
Bravo Magari, era cosi infatti ma mi sembrava un po troppo scontato e ho optato per la portinaia.

Offline ElMilanes

Re:Un uomo anonimo, pura fantasia
  Risposta #3 2021 Gennaio 04, 14:16:22 pm

Bravo Magari, era cosi infatti ma mi sembrava un po troppo scontato e ho optato per la portinaia.

In effetti la ex-moglie sarebbe stata troppo scontata!

Grandissimo pueblo1950 !!!!

Offline GuruX

Re:Un uomo anonimo, pura fantasia
  Risposta #4 2021 Gennaio 05, 22:38:34 pm
Dalla descrizione dovrebbe somigliare molto a John Belushi nei Blues Brothers ( a parte il cappello e gli occhiali neri)

 

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