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Storiella semplice  (Letto 558 volte)

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Online pueblo1950

Storiella semplice
   2021 Marzo 23, 13:57:58 pm
Apro la porta del mio appartamento e vedo il solito casino: magliette, camicie e pantaloni, libri, fogli, bollette e ricette mediche...tutto sparso in giro come se tutta la casa fosse un armadio in bella vista.
Il disordine è il mio ordine e a me piace cosi: è una tana.
Come quella del criceto che accumula tutto il cibo a portata di zampa, il paragone calza a pennello ma niente piatti sporchi in cucina e tantomeno il disordine in bagno.
Ogni tanto rimetto in assetto il casino generale ma il risultato è che sposto le cose da un angolo all’altro e il risultato è che non trovo piu niente di quello che avevo riposto in quel determinato angolo o posizione.
Mi guardo in giro e mi sembra di non aver fatto niente anzi è cambiato solo l’ordine del disordine, ma il prodotto non cambia dato che non riesco a buttar via nulla perchè penso che quel determinato portachiavi anche se rotto potrebbe servirmi per altro prima o poi e la scatoletta contenente la penna potrebbe rendersi utile un giorno.
Metto tutto da parte che poi non è da parte, è tutto in giro perchè se le cose non le vedo non mi ricordo che esistono con il risultato che si sovrappongono, si celano alla mia vista e non le vedo ugualmente.
L’ordine, cosa è l’ordine.
E’ mettere tutti i calzini nel cassetto in fila e per colore? E’ mettere le camicie bianche nel cassetto delle bianche e le camicie a righe nel cassetto delle righe? E’ mettere i cucchiai insieme ai cucchiai e le forchette con le forchette e i coltelli con i coltelli? E’ dividere i maglioni di lana da quelli di cotone? E’ porre le buste delle bollette del gas in posto diverso da quelle della luce e di conseguenza quelle del telefono a poca distanza?
E’riporre gli asciugamani per colore per misura nell’armadio?
E’ rimettere a posto gli oggetti dopo averli usati?
E qual è il posto giusto per gli oggetti.
Ognuno di noi ha nella sua testa un suo ordine logico e non è detto che sia univoco per tutti e che nella testa dell’individuo passi lo stesso flusso di coerenza.
Dice il vocabolario, ordine: “disposizione funzionale e conveniente che si realizza spec. come distribuzione, successione, sistemazione, assetto: tenere, mettere in o. i libri; disporre in o. alfabetico; rimettere un po’ d’ o. nelle idee; il mirabile o. dell’universo.”
Quindi la cosa è soggettivissima perché chi non è ordinato si dice essere persona distratta, io amo le persone distratte: è segno che hanno delle idee e che sono buone; perché i cattivi e gli imbecilli hanno sempre la presenza di spirito.

Oggi il mio disordine mi sta sul gozzo, non mi piace mi sto ne li coglioni da solo e esco da casa, non lo voglio vedere.
Evidentemente ho anche io un limite di sopportazione.
Ascensore oggi che non va è rotto.
Mi faccio i 12 piani a scendere col pensiero che poi me li dovrò fare anche a salire, pazienza in casa non mi va di stare e non ho desiderio di riordinare al momento.
Mi avvio alla fermata del bus attraverso i giardinetti di fronte a casa che faccio prima e non devo fare lo slalom delle deiezioni canine.
Tutta gente civile abita nella zona.
Mi cade l’occhio su un sacchetto di carta appoggiato su una panchina, mi guardo intorno e non vedo nessuno salvo una mamma col bimbo dall’altra parte dell’area, il bimbo è sullo scivolo e urla, la mamma non lo caga e parla al telefono.
Mi incuriosisco, chissà che c’è dentro.
Tasto un po col dito e sento come della consistenza di libri? fumetti?
Mi faccio coraggio e mi siedo con noncuranza, mi avvicino il sacchetto, mi rollo una siga e apro leggermente il sacchetto e butto l’occhio.
Porca troia!
Vedo banconote verdi e arancioni.
Mazzette.
Mi batte il cuore, richiudo il sacchetto e mi riguardo in giro anche per capire se qualcuno dalle finestre dei palazzi mi sta notando o spiando.
Minchia sono le 4 del pomeriggio di novembre e non c’è un’anima in giro a parte la sciura che sbraita al telefono e il figlio che continua a far su e giu dallo scivolo urlando come se lo stessero scannando.
Rimango un po li decidendo il da farsi.
Lo prendo o non lo prendo...lo porto via?
Chi cavolo ha lasciato su un panchina un sacchetto di carta da panetteria con dentro della grana?
Il cervello frulla, qualcosa di losco c’è sotto, uno spacciatore, una tangente, un furto, un...che ne so ma un po mi fa paura.
Decido: mi alzo e afferro il sacchetto ma non vado a casa, vado verso la fermata con calma tenendo il sacchetto come si tiene del pane appena comperato chiedendomi chissà quanti soldi ci sono dentro.
Tanti mi sa, 5/6 mazzette di sicuro.
Prendo il bus e mi sembra che tutti mi guardino, avrò qualcosa di strano o forse sono io che mi guardo attorno guardingo e mi sento osservato quando non è cosi, mi avrà seguito qualcuno e non me ne sono accorto? Coscienza sporca.
Sono molto nervoso e sto sudando.
Scendo alla fermata del ponte delle Milizie, scendo le scale mi metto in un angolo riparato da occhi indiscreti e apro bene il sacchetto.
Porca p....! Sono 3 pacchetti da 50 euro e 3 pacchetti piu grossi da 100 euro. Devo assolutamente contarli al più presto.
Ma dove.
Non mi arrischio a tornare a casa, non mi va di andare in ufficio, non posso andare in un bagno di un bar, ci vuol troppo tempo a contare, Non so dove rifugiarmi.
Ormai è buio e quasi quasi prendo un treno delle Nord, faccio un paio di fermate e mi ficco in un bagno a contare.
Non vedo altra soluzione.
Altro mezzo fino in stazione Nord, prendo il primo treno che va in bovisa, tre fermate e scendo e torno indietro.
Ho tutto il tempo di contare le mazzette.
Biglietto alle macchinette per Como e salgo.
Tanto scendo prima.
C’è poca gente per fortuna quindi meno possibilità di esser disturbato.
Due minuti dalla partenza e passa il controllore, ottimo.Mi infilo nella prima toilette che trovo, chiudo.
Mi guardo in giro, è sporchissima e il puzzo è esagerato.
Fa niente, resisto.
Apro il sacchetto, estraggo le mazzette e il cuore va a mille, sta avedè che mi viene n’altro infarto.
Oggi. Sul treno, nel cesso, con un sacchetto di contanti.
Comincio a contare piu veloce che posso, ficcandomi nelle tasche del giubbotto ogni tanto un tot per non perdere il conto anche perchè non so dove appoggiarle.
Sudo freddo, l’ansia mi assale.
Morale: le tre mazzette da 50 fanno un totale di 31.500 euro e le tre mazzette da 100 euro fanno un totale di 62.000.
Cazzo, 93.500 euro in contanti e che hanno rapinato una banca!
Come può esser avvenuto che han dimenticato sti euro su una panchina, per lo sciroccato o gli sciroccati mi sa non è un bel momento.
Mi rintuzzo tutto sto ben di dio nelle tasche del giubbotto, dei pantaloni e della camicia.
Esco dal cesso, nessuno all’orizzonte.
Scendo alla prima fermata riprendo il treno del ritorno, da Saronno son tre fremate.
Mi devo decidere ad andare a casa non mi va di girare con tutto quel contante addosso, come fai a spiegarlo?
“Ho trovato una busta su una panchina l’ho aperta e c’erano novantatremilacinquecento euro in contanti, 93500!”
Si come no, mi danno un buono per il TSO.
Torno a casa e nel tragitto faccio i peggio giri, scendo e smonto dal bus per vedere chi scende con me, lo stesso faccio in metro anche se non credo di esser seguito.
Tre giri intorno al quartiere.
Ma mi sto immaginando tutto? Mi dò un pizzicottone sulla mano, fa male sono sveglio, sono qui.
Metto tutte le banconote sul tavolo, divise per bene a mucchietti di 1000, altre le metto un po nel portafogli e altre in mezzo a dei libri.
Li segno sulla costa con un graffio.
In mezzo a qualche centinaio valli a beccare altrimenti.
Altre ancora nel ripostiglio dentro al tubo del ventilatore.
Guardo i soldi, ce ne sono ancora e mi guardo in giro, dove li nascondo?
Oddio con il porcaio di disordine che c’è in giro, in qualunque posto li metto difficile trovarli per un ladro, che poi, un ladro che viene a rubare da me!
E se invece mi avessero seguito e aspettano che non ci sia in casa per entrare e buttare tutto all’aria e cercare il loro malloppo...e se invece non accade proprio niente e mi posso tenere questo ben di dio?
Penso positivo.
Ma le banconote se sono di una rapina sono segnate o l’ho visto solo nei telefilm sta cosa, no, se è una rapina non possono essere segnate e se le avessero prese da un bancomat sarebbero sporche di inchiostro indelebile.
Da dove arrivano.
Ma sai che c’è, chissenefrega. Punto e basta.
Il vero punto è: che ci faccio co tutti sti soldini.
Di sicuro na magnata galattica di pesce, da Giannino magari e poi
una bella serata scopereccia. Si si, ci sta.
Nascondo ancora un po di banconote nel tubolare dell’aspirapolvere dopo averlo smontato, inserendo attorno ad ogni pacchetto di 10 banconote un filo di rame per tirarle fuori dopo, ce ne stanno parecchie: altre, smontando le ante dell’armadio e appiccicandole con lo scotch dietro alle stesse e poi riavvitandole nella loro sede, altre ancora dietro al motore della lavatrice, bisogna smontare 3 pannelli per trovarle.
Me ne rimangono ancora un po e per ora le metto in una pentola, ci penserò, ora devo mettere un po di roba al suo posto, mi fa innervosire sto putiferio di accatastamento casuale del tutto al posto di tutto.
Quando finisco di aver spostato il mercato casalingo alla bell’e meglio nei posti piu disparati (sperando poi di ricordarmi), mi guardo in giro e sono soddisfatto e mi ci vuole un premio per la faticaccia.
Esco a cena.
Ma non mi fido ad usare una banconota del ritrovamento, nei telefilm ti beccano sempre cosi e non mi va di farmi inculare dal tenente Colombo di turno.
Mi sto facendo dei film nella testa è vero, meglio che li spengo.
Metti però che era una tangente di un imprenditore disperato, ma perchè l’ha dimenticata sulla panchina?
E se fosse il furto in una azienda?
Ma una azienda con tutto quel contante cosa mai produrrà e poi perchè lasciare il tutto...abbandonare tutto quel contante, distrazione? Pericolo? Minaccia imminente? Ripensamento?
Ma da chi e perchè. Non mi so spiegare.
Macchè cena, mi cerco un bel viaggio, apro il mac e cerco.
Amsterdam? Parigi? Madrid?
Le conosco gia ma ci torno volentieri ma sorge un problema, i soldi sulla carta non li ho e quindi che faccio pago in contanti su internet?
Devo andare in un agenzia e pagare lì per lì.
Già ma oltre un millino in contanti non si puo pagare cazzo!
Idea.
In una agenzia prendo il biglietto e in un’altra l’hotel e in un’altra ancora fisso l’auto a nolo, mica andrò in giro a pè tutto il tempo.
Ma dove vado, dove vado!
Fermiamoci un momento, ragioniamo.
Mi ritrovo con una botta di contanti che non so da dove vengano, meglio stare con un profilo basso per un po e...
Drin drin
Il campanello.
Apro ed è la vecchia scasaminchia dell'Aurelia del terzo piano.
“Sig. Guido, mi scusi se la disturbo ma mio nipote Aldo ha perso il sacchetto con i soldi finti comperati su Wish, conosce Wish? Ci gioca con i suoi amici a monopoli e lui è il tesoriere, sono fatti molto bene sembran veri.”
Io a bocca aperta mi sto gelando il sangue e non proferisco vocabolo.
“La signora Pina mi ha detto che un signore con giubbotto marrone con delle patch colorate lo ha preso da una panchina, mi son detta è il Sig. Guido, lo ha lei vero?”
“Si.”
Di peccati non v'è che la stupidità: la mia.