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Per una volta è toccato a me.  (Letto 467 volte)

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Offline pueblo1950

Giornata di poco lavoro, la poca gente che entra guarda, tocca, valuta, si incuriosisce, domanda, rompe anche un po ma fa parte del gioco della moda…e se ne va.
Il mese non è l’ideale per acquistare un capo e un accessorio, ormai fa parte del quotidiano avere alti e bassi, giornate in cui porti a casa si e no il necessario per l’affitto e gli stipendi dei ragazzi.
Va bene così, poi mi rifaccio con i saldi.
Insomma siamo quasi in chiusura, dico ai commessi di smettere una mezz’ora prima tanto ormai non entra più nessuno.
- Ciao Aristide a domani, buona serata…sicuro che non vuoi che rimaniamo?
- Ciao Matilde, ciao Francesco buona serata anche a voi, tranquilli chiudo io, certo a domani e speriamo vada meglio dato che è sabato

Comincio a fare due conti dalla cassa, divido il contante anche se poco, conteggio i bancomat e carte di credito che la fanno da padrone e mentalmente detraggo le commissioni di banca.
Al minimo ma la giornata è salva.
Faccio un giro per il negozio, vado sul retro, controllo che sia tutto a posto e mentre sto per staccare le luci delle vetrine: Ding dong!
Mi affaccio dalla tenda divisoria e vedo entrate la Sciura Sarfatti, a quest’ora…! Non è mai venuta vicino alla chiusura, è una buona cliente che spende e quindi subito le vado incontro.

- Buonasera Claudia, qual buon vento!
- Buonasera Aristide, mi scusi, vedo che sta per chiudere ma stasera ho una vernice e mi serve qualcosa di carino e nuovo per fare bella figura
- Tranquilla, mi dica cosa voleva vedere?
- Sexy, stasera voglio essere sexy, molto sexy

Penso che veramente di sexy, figurativamente parlando non ha nulla, ci vorrebbe un miracolo, cinquantenne non è che sia una brutta donna ma è abbastanza anonima e mi chiedo il marito che ha una montagna di grana che ci abbia visto; lo conosco perché qualche volta è venuto ad accompagnarla nei suoi acquisti, la salvano le gran tette che ha sempre che siano vere.

- Lei è sempre sexy Claudia, le basta davvero poco
- Adulatore Aristide, come al solito, vorrei qualcosa di bianco e aderente
- Venga con me, è arrivata giusto oggi della merce che non ho ancora sballato, apriamo insieme i colli e vediamo cosa possiamo trovare adatto a lei
- Wow roba nuova, si si…dai vediamo subito

Andiamo in magazzino e comincio ad aprire degli scatoloni, saltano fuori un paio di tubini di Marni non proprio adatti alla sua figura ma che ci potrebbero stare specialmente uno con uno spacco vertiginoso sul davanti, piuttosto trasparenti ma sono davvero sexy.

- Secondo me questo le va a pennello, una stiratina che lo do io ed è pronto all’uso, ha una borsetta gialla? Ho dei sandalini di Garlando che potrebbero completare la mis
- Lei è un genio Aristide, lo provo subito, per i sandali vediamo
Si spoglia davanti a me, rimanendo in slip e reggiseno bianchi e per la prima volta vedo le tette, sono vere e grandi e sembrano sode;
- Tanto non c’è nessuno, siamo solo noi (dice sbattendo gli occhi)
- Certo certo faccia con comodo, io intanto faccio una telefonata a mia moglie che ritardo un pochino
- Ma ceeerto Aristide faccia pure
Chiamo mia moglie avvertendola che è entrata una cliente all’ultimo momento, sa di chi parlo e non si preoccupa, è molto gelosa.
Torno al camerino dove Claudia stava provando e la vedo con il tubino, le sta male ma non glielo dico cosi brutalmente.
- Non si adatta alla sua figura Claudia, lo spacco suona fesso, non fa eleganza, provi quest’altro senza spacco
- Ha ragione, nemmeno a me convince molto, si provo anche questo più sobrio castigato ma di gran charme

Mi allontano a lasciarle la sua privacy e una sbirciatina la mando quando mi accorgo che ha tolto il reggiseno, che tette porca vacca! Rimango davvero basito…una quarta piena e ben disegnate.
Vado a chiudere la porta, si sa mai entri qualcun altro all’ultimo minuto e io voglio solo andare a casa. Quando mi richiama per un giudizio, apro la tendina e la guardo.

- Che dice Aristide?
- A lei piace?
- Insomma mica tanto, ha niente altro su questo stile di bianco?
- Avrei un tailleur di lino giacca e pantaloni
- No niente del genere

Si riguarda allo specchio, si gira e si rigira e con la coda dell’occhio cerca di capire i miei pensieri

- Mi sa che anche lei non è molto convinto
- Ha ragione, non soddisfa nemmeno me
- Non importa dai, ci ho provato, troverò qualcosa in guardaroba di adatto alla serata
- Mi spiace non accontentarla, davvero ma non mi va di venderle qualcosa che non sia di suo gradimento, non la devo convincere

Siamo tutti e due uno davanti’all’altro, attimi di silenzio.
Lei si sfila l’abito in un batter d’occhio e rimane davanti a me solo con gli slip da cui si intravede una strisciolina nera.
O cazzo faccio tra me e me.

- Aristide ho visto come mi guarda le tette sa…
- E bhe Claudia è tanta roba nhe…
- E allora approfitti no?

Mi prende le mani e se le mette sulle tette e mi stringe le sue sulle mie a sentire la gran consistenza. Al tempo stesso mi mette la lingua in bocca, un po violenta ma gradevole.

- Lo sento che mi desidera Aristide e lo sento anche li sotto sa!

Nel frattempo aveva infilato le mani dei pantaloni agevolmente dato che porto le bretelle,
in un battibaleno mi ritrovo il cazzo nella sua bocca, ancora un po stranito ma tremendamente eccitato, non ero certo fresco di doccia ma non certo puzzolente, lei un’alito di menta gradevole e un profumo di Fiji fantastico.

Pompino non eccelso ma sufficiente a far diventare di marmo il cazzo, tira giù tutti i pantaloni, si mette a pecora sulla poltroncina, abbassa gli slip e mi guarda eccitatisssima, io pure.

- Dai me lo infili nella fica, ho una voglia tremenda, si sbrighi!

Sempre con il Lei.

Non me lo faccio ripetere due volte, eccitato a mille infilo nel pertugio che non è poi tanto stretto e penso che chissà quanti cazzi ci sono passati da lì. Strizzo le tettone brutalmente, sono arrapato un po per la situazione un po perché mai mi sarei immaginato la Claudia in quel modo, lei sempre compassata e poco incline a dare confidenza.

Lei urla come una matta…si spaccami, sfondami fammi sentire il cazzone…dai forza spingi sporco maiale…ho la fica che vuole godere, daiiiii…e viene dopo nemmeno 5 minuti di pompaggio e si accascia a 90, culo all’aria e slip a mezza gamba, tette sul bracciolo della poltroncina, ansima, che bella immagine.

- Ci voleva, ci voleva prprio: mio marito non mi scopa mai cazzo e io ho bisogno, ma ora voglio che mi sborri in faccia, in bocca, in gola…

Di fatto acchiappa a due mani l’amico e tra un po di sega e due leccate alla cappella mi fa sborrare sulla sua faccia, gli schizzi vanno un po dappertutto, poi pulisce tutto per bene, le dita "imbiancate" se le passa sulle labbra. Minchia che sborrata!

Sorride come facciamo tutti quando veniamo colti di sorpresa dalla felicità.

- Soddisfatto? Io si e parecchio.
- Eh…bhe…si certo è che non me lo aspettavo da lei
- Ahahahah…non pensava fossi cosi?
- No di certo Claudia
- Mai dire mai, le sorprese nella vita sono sempre dietro l’angolo, la ringrazio…c’è un bagno?
- Si certo, in fondo a destra

E sparisce con le sue cose per rivestirsi e ricomporsi.
Io ho poco da ricompormi, mi ha pulito lei.
Quando torna è la Claudia di quando è entrata, seria seria.

- Vado Aristide, mi spiace che dovrà mettere a posto i vestiti…e altro (sorridendo poi sorniona), buona serata, arrivederci
Le apro la porta.
- Buonasera sera a lei e in bocca al lupo per la serata e…grazie, le faccio un galante baciamano.

Uscita vado in camerino, metto via gli abiti sul tavolo di Matilde affinche li riordini domani e vado anche in bagno a controllare che non abbia dimenticato nulla che mi possa imbarazzare con i ragazzi, non si sa mai.

Sul lavabo due fogli verdi e due righe scritte con il rossetto su carta igienica.

“Per il disturbo”.

Online CarloB32

Gran bel racconto ;)

Online durocomeilmu-ro

complimenti....sembra una scena tratta da un film.....romantico.