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Offline pueblo1950

Elena
   2024 Febbraio 23, 17:03:04 pm
Non sono tante le donne disposte a sentirsi in obbligo nei confronti di un uomo e una donna intelligente non è mai innocua.

E lei gli faceva paura.

Pensava questo, mentre assorto in turbinosi pensieri, dalla finestra del bagno vedeva fuori la pioggia che si era trasformata in una foschia che si muoveva opaca sull’asfalto scintillante.

Che botta allo stomaco gli aveva fatto quando quel pomeriggio domenicale gli aveva detto basta, sei troppo borderline.
Aveva la nausea, si sentiva stupido, era abbattuto e demoralizzato.
Si è vero, lei era arrivata prima del solito e lui era mezzo ubriaco, solo e rincretinito a forza di fare la vittima con se stesso.

Aveva il bisogno di sentirsi vivo e umano e la sola possibilità era quello di farlo con una donna, le sole che conosceva erano fuori di testa appena separate, alternative strafatte e bariste alienate dai turni, le cui emozioni malmesse erano come le sue ma lui voleva di più, voleva Elena con quella faccia da marmotta e l’aria casta e rispettabile da professoressa di greco antico.
La desiderava come non desiderava più niente da tanto tempo.
E lei era così suasiva, seducente e ammaliante.

Chi è acuto, ha in sé una dose di scetticismo che lo difende dalle delusioni. E’ acuto e quindi preparato al peggio.
E lui era preparato al peggio, ma non ora.
Non cosi.
Non solo le cose migliori della vita sono libere, ma non si è mai abbastanza liberi per le cose migliori della vita.
E lui non era libero.
Non poteva.
Non voleva.
Non se lo poteva permettere.
E quindi?
-Sei troppo bordeline, non sei affidabile, non sei fatto per me e soprattutto per dividere la vita con me.
-Ma non sono cambiato, lo sapevi che ero cosi
-Speravo di poter modificare un pochino almeno questo tuo carattere sempre sul filo della vita
-Ti sei sbagliata, io non cambio, non voglio e non posso
-Ecco appunto, non vuoi nemmeno per amore mio. Non è un fatto di cambiare, ma di modificare certi aspetti in modo che anche l’altro possa apprezzarne
-Cos’è che non hai apprezzato di me
Lei lo guarda con disprezzo, lui lo capisce e gli fa male
-Tutto
Prende la borsa e se ne va sbattendo la porta.
La vicina non sarà contenta.

Non capisce, non ha voluto capire la tremenda solitudine che lo tormenta e che spesse volte la ha portato a gesti e comportamenti estremi, ma le aveva parlato, spiegato, voleva essere aiutato, ma non compatito o umiliato.
Non ha voluto capire e ora era solo a fare un bilancio del tempo trascorso con lei, di quella parte di vita insieme che era davvero appesa ad un filo pronto a rompersi in ogni momento.
9 anni.
9 anni gettati
9 anni perduti.
Proprio come il numero 9, vissuti e impreparati.
Avrà un altro, pensò.
La paura di venir sostituiti ossessiona la mente di tutti perché le cose migliori della vita sono libere, ma non si è mai sufficientemente liberi per le cose migliori della vita.
Noi siamo quello che sembriamo di volta in volta e lui era proprio così, a seconda di chi aveva davanti si comportava di conseguenza e questo ci sta, umanamente ci sta anche come forma di difesa, ma lui era troppo accondiscendente e per certi versi prosseneta e adulatore
Con lei poi.

Come uomo non poteva ammettere se stesso che una donna potesse fargliela e questa è una forma di stupidità di molti uomini, anche intelligenti, ma non c’è nessuna per guarirla.
Ma lei non gliel’aveva fatta: si era stufata e non aveva più voglia di combattere con le sue continue piagnucolanti scuse che adduceva per tutti gli eventi che gli andavano non nel verso giusto.
In primis il lavoro, era una lamentela unica e quotidiana.
Cercò di spiegargli che ai capi la devi levare la merda dalla scrivania, non la vogliono e che lui doveva essere più attivo, più propositivo, non ce la deve mettere la merda cristo. Si va dal capo con la soluzione non con il problema.
Il capo ti esamina in base a quanta ne togli di merda o più esattamente in base a quanta pensa di fartene levare in futuro.

Aveva smesso di piovere e decise di uscire, stare in casa a rimuginare le parole, le leticate, le discussioni più o meno blande, i rimbrotti subiti, le offese e umiliazioni ingoiate non lo avrebbe portato da nessuna parte.
Meglio distrarsi.

Si mise l’impermeabile, volutamente, che lei odiava ma che lui amava, prese le chiavi della macchina dalla mensola dell’ingresso, sbattè la porta apposta da farsi sentire dalla vicina che come sempre gli urlò dalla finestra…piano quella portaaaa!
Vaffanculo vecchia megera.

In giro c’è poca gente, durante le feste la città si svuota e stanno tutti in casa al calduccio e con le persone che amano.
Falsi, falsi tutti.

Ha voglia di trasgredire, di fare qualcosa di forte, di qualcosa che non ha mai fatto, di qualcosa fuori dalla sua quotidianetà normale e becera.
Si dirige al locale dove andava con lei quando ancora era disposta ad ascoltare le sue manfrine. A ricordare, a farsi male ancora una volta.

No no no, col cazzo.
Decide di andare a p..., echecazzo, si si, non l’aveva mai fatto ma ora si, lei se lo merita come se il se lo merita fosse uno sgarbo a lei senza rendersi conto che la sgarberia è nei suoi confronti.

Come faceva il magazziniere che gli raccontava dei suoi incontri a pagamento?
Deve avere il numero da quella volta che lo aiutò con la lavatrice.
Lo chiama e si fa spiegare.
Quello rimane basito, non si sarebbe mai aspettato che uno come lui avesse voglia di una p.... con quel popò di gnocca della sua fidanzata.
Ma non sà.
Lo accontenta e gli dà un paio di dritte su come informarsi e sceglierne una che lavori in casa, non per la strada.
Sta un po sul vago, vorrebbe mai che sto bischero si presenta a nome suo.
Poi domani gli chiederà come mai questa scelta.

Digita sul telefono i siti che gli ha dato, non capisce molto all’inizio ma presto individua il modus operandi e comincia fare la sua cernita, come menu principale le tette. Ma son per il novanta per cento finte e questo lo riporta alla quarta abbondante di lei.
Chiude la schermata. Ma che cavolo faccio, si dice.

Ma è un fuggevole pensiero, ci torna quasi subito. Si è eccitato anche solo al pensiero che potrà chiedere lui il suo desiderata e non sentirsi dire: sei borderline.

Vaffanculo.

Si si, ci vado. Ora chiamo questa mora che ha un viso da porcona.

-Buonasera, parlo con Viviana?
-Si, tesoro parli proprio con lei.

Ecco quel tesoro, stona, ma vabbè forse è un loro modo di approcciare e per far sentire meno lontano il meretricio.

-Senta, mi farebbe piacere incontrarla.
-Certo tesoro, mezz’ora 100 e un’ora 150, niente venuta in bocca e no culo, quando pensi di venirmi a trovare?
???
Ci rimane male, non si aspettava tanta immediatezza e sfrontatezza, rimane lì con cellulare all’orecchio incapace di proferir parola.
E ora che può dirle. Colpo di tosse a prender tempo.

-Allora che fai, vieni?
-Ehm…senta ci penso e la richiamo, va bene?
-Si, si ciao eh
E butta giù il telefono e lui ci rimane male, poteva almeno essere almeno più cortese.

Che fa chiama un’altra? E se anche lei è cosi scostante? In fondo il magazzinaro glielo aveva detto come approcciarsi, ma, mica facile se non sai come fare.
C’è di mezzo il pudore, l’imbarazzo…ma poi imbarazzo di che…è solo una voce che ti parla, cosa c’è da essere impacciati quasi timorosi, chi se ne frega chiedi informazioni si ma su un argomento inusuale ai più.
Che poi i più sono di fatto i meno, chissà quanti vanno con queste signore e poi alla domenica si battono il petto in chiesa o si agitano se in casa i figli toccano certi argomenti
Pudore. Verecondia, per far capire al prossimo che si è timorati di dio ma poi di fatto giù bestemmie e magari qualche schiaffo alla moglie.

Lui certe cose le ha fatte solo con lei o altre lei, non conosce l’altra faccia della medaglia: ne ha letto sui giornali o qualche chiacchera da baretto sull’argomento della prostituzione. Nulla più.

Lei gli manca, sa che non tornerà.

Gli aveva dato del borderline.

Si accende una sigaretta e rimane lì in macchina a guardar scendere la pioggia leggera e costante. Non ha più voglia di sentire un’altra escort, come le ha chiamate il magazzinaro, non ha più voglia di niente.
Si è spento.

Lei gli manca, sa che non tornerà.

Apre il cassetto portaoggetti, tira fuori la Beretta fuori ordinanza, si mette sotto la gola la canna e tira il grilletto.

 




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